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Falli da dietro – Commento al campionato – 12a Giornata:

logo-serie-a-pronosticiDI NELLO MASCIA:

Ingiudicabile. Torno dal Sahara arso di sete di calcio, giusto in tempo per la partita-verità. E mi trovo di fronte a una gara ingiudicabile. Trovarsi un arbitro contro, a Torino era previsione ovvia. Sorprende sempre però la puntualità e la precisione con cui questi qui facciano il lavoro. Mezz'ora e sbrigano la pratica.

Un goal in fuorigioco. Due rigori negati all'hidalgo Gonzalo. Così la partita se ne va da un'altra parte. E diventa ingiudicabile.

Come sarebbe andata senza quel goal rubato? Lo hanno chiesto al furente Conte nel dopo-partita. Si è offeso per la domanda. E ha giustificato l'arbitro pasticciando una battuta degna del miglior Bombolo. “Era un fallo di 21 centimetri!”. Ammazza!

Al di là delle dimensioni, qualcuno ricordi all'arrogante signore un paio di insignificanti dettagli. Il calcio moderno prevede l'impiego in campo di sei uomini messi lì proprio per evitare l'errore arbitrale. In soccorso della squadra arbitrale esiste un raffinatissimo sistema tecnologico al quale si può ricorrere, ufficialmente o no. Qualcuno ricordi a quell'arrogante signore che il calcio moderno ha eliminato la parola “errore” a proposito delle decisioni arbitrali. Se si concede un gol irregolare lo si concede non per “errore”, ma perché “si vuole”, “si deve” concederlo.

Si dirà: gli azzurri avevano tutta la partita davanti per cambiarla. Dettagli.

Poi, d'accordo, loro hanno Aladino Pirlo e Buffon. Loro hanno il magnifico Pogba, che ciondola libero con l'eleganza un po' buffa di una libera giraffa della savana. Se lo guardano ammirati molti azzurri in campo, e gli concedono di alzarsi comodamente un pallone a candela, prendere la mira e sbatacchiare in porta. Loro hanno questi qui. Noi abbiamo Marekiaro a naso in aria alla ricerca di un'identità, smarrito come quel personaggio di Carosone alla ricerca di un improbabile giacimento petrolifero. E il solo solito Lorenzino pungente e ammaliante come una ballerina di danza del ventre. Dettagli. Ma la partita è ingiudicabile. E perciò non sta in piedi nessuna deduzione. Facciamo come se non fosse stata mai giocata e non ne parliamo più. Restano purtroppo i tre cazzotti sul muso a ricordarcela, che fanno male e temo faranno male per un po'.

Se ingiudicabile è la partita, quanto avvenuto sugli spalti è orribile.

Stiamo a vedere chi pagherà e quanto. La Roma paga l'assenza di Totti (e anche delle volate di Gervinho) e lentamente sperpera il tesoro accumulato.

Dopo aver rischiato più volte il raddoppio, l'arrembante Sassuolo rimedia un pari a tempo scaduto con un colpo da cobra del deserto del suo uomo migliore. Il ventenne Berardi già nel mirino di grandi clubs. Javier Zanetti ha giusto vent'anni di più e ritorna prodigiosamente in campo dopo un infortunio che avrebbe annientato un elefante del Congo. A Milano si celebrava l'ultima partita della gestione Moratti. Da domani l'Inter sarà di proprietà indonesiana, e sinceramente non so se sarà un bene. Sulla sponda opposta dei Navigli non c'è da stare Allegri. L'allenatore in bilico, si trascina nell'instabilità il destino di Galliani, al quale qualche merito andrebbe pure riconosciuto.

Pepito Rossi trascina letteralmente i viola alla vittoria su una spellacchiata Samp, guidata dall'altro Rossi, in fase decisamente meno fortunata del primo. Pare che a sostituirlo sarà Zeman. Spero che il mio amato ZZ ci pensi su prima di accettare. Lui non è tecnico da campionato in corso. Lo è Gasperini, ad esempio. Che sorprendentemente porta il suo rinato Genoa ad annusare l'Europa, con un paio di intuizioni azzeccate. Come quella di inventarti Antonini centrale destro di difesa. Daniele Aladino Conti frega sulla lampada e centra una storica doppietta su punizione. Poi corre ad abbracciare il figlioletto a bordo campo. E' una bella icona di calcio pulito.

E il cielo sa quanto ce ne sia bisogno. Parte una nuova inchiesta sul calco scommesse. E fra gli indagati spunta il solito parrucchino di Alì Babà Conte, fra altri quaranta ladroni.

Ma l'orrore si consuma a Salerno. Dove i calciatori della Nocerina celebrano una farsa incivile per evitare problemi contro una tifoseria incivile. L'unico dato positivo sono le dimissioni in blocco di tutti i dirigenti della squadra. Una risposta di civiltà a una vicenda da dimenticare.


Redatto da: Nello Mascia 
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